Mastering e “Loudness War” – parte 3/3

Cari amici e lettori, sono stato molto latitante per concludere questo terzo (e finale) capitolo sul mastering perchè volevo portare alla vostra attenzione un articolo che ho letto e che volevo tradurvi.

Finalmente con la benedizione dell’autore, eccovi la conclusione dei mio pensiero sul mastering e Loudness War.

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La Loudness War è finita. Come possiamo adattarci al futuro post-loudness ?

Ero all’AES di San Francisco lo scorso Novembre e sono tornato con rinnovata speranza per il futuro dell’indistria musicale. Non solo da una prospettiva affaristica, ma anche dalla prospettiva della qualità delle registrazioni. A parte le solite discussioni sull’attrezzatura e le tecniche di registrazione, c’erano parecchi argomenti riguardanti i download digitali ad alta risoluzione che sorpassano i CD come formato dominante per i prossimi anni. L’ottimismo cresce sempre di più e molti fonici stanno prendendo la via per buttarsi alle spalle la Loudness War.

Aspetta, la Loudness War è finita?? Beh, ci sono ancora parecchi “soldati” che non hanno ricevuto il messaggio, ma la macchina è in moto, adesso è solamente questione di tempo. Consideriamo che:

L’attuale Loudness War è un prodotto del formato CD e della capacità di suonare una canzone dal CD “A” al CD “B”. Visto che l’industria musicale non ha mai adottato uno standard di volume (come gli standard stabiliti per i film ed il broadcast), siamo stati lasciati a combattere da soli. Nessun artista vuole la propria musica che suoni più debole rispetto ad un’altra. E’ la natura umana. Così per essere sicuri, abbiamo realizzato musica sempre più FORTE. Più forte ogni anno.

Ma di sicuro c’è un aspetto. Il futuro della diffusione musicale non è il CD. Ok, rimarrà qui attorno per un periodo di fine vendita e presso i negozi di regali, ma il CD è sulla via del tramonto come principale formato. Quanti giovani acquirenti di musica attualmente comprano CD? La diffusione attraverso file è il futuro. Che sia iTunes, Pandora, iPod o che si voglia, l’ascolto su file è il più diffuso al giorno d’oggi e rimpiazzerà completamente il CD nel futuro prossimo.

Ok, ma come può questo aspetto terminare la Loudness War? Non c’è lo stesso problema in modalità “shuffle” con il mio iPod?

La soluzione è trovare un modo per aggiustare automaticamente il volume brano dopo brano (o album dopo album). Questo può essere effettuato grazie ad un algoritmo che determina il livello percepito da un brano a da un album e digitalmente rapporta il volume ad uno standard. Diversi players hanno già grezzamente implementato questa idea. iTunes ha “Sound Check”. Altri usano “Replay Gain” eccetera. Mentre il miglioramento di questi processori ha margini di miglioramento, un software più sofisticato è stato sviluppato e la prossima generazione di players saranno decisamente migliori di quello che sono oggi. Non sono stupidi processi di compressione o limiting. Sono algoritmi sofisticati che acquisiscono e gestiscono la dinamica dell’intero brano (o album) sul lungo termine. Con l’uso di questa tecnologia ad esempio un brano metal dei primi anni ’80 avrà la stessa percezione di volume di un brano metal del 2012. Ed inoltre, un brano super compresso e dal volume mostruoso non suonerà più forte di qualsiasi altro brano nello stesso dispositivo.

Pensateci per un momento, anzi provate. Trovate una bella canzone non compressa che vi piace, qualcosa con botta e dinamica. Probabilmente dovrete cercare andando indietro di una o due decadi. Ora trovate una canzone moderna e ben compressa dello stesso genere. Mettetele assieme all’interno della vostra DAW e aggiustate il volume affinchè entrambe suonino allo stesso volume apparente. Cosa sentirete? Sentirete che il brano con dinamica muoverà più aria ed avrà botta ed emozione, mentre il brano compresso è stato mutilato dalla propria botta per la priorità di renderlo più forte. Appena più persone inizieranno ad usare players equipaggiati con questa nuova tecnologia e quando capiranno che questa soluzione integrata non ha controindicazioni, l’iper-compressione e le tecniche di limiting usate solamente per rendere i CD più forti, saranno solo un brutto ricordo. Le tecniche di produzione musicale devono servire per esigenze artistiche invece di sacrificare la qualità per il fine del volume. In questo modo è come verrà messa fine alla Loudness War e verranno portati mix dal grande suono in ogni genere musicale.

A parte parecchi grandi album dell’ultimo decennio (e molti re-master in ogni genere musicale) che sono passati indenni attraverso la Loudness War, abbiamo un paio di vittime di questa guerra. I primi sono i produttori di software che realizzano processori che devastano la dinamica sotto forma di plug-in. Questi prodotti diventeranno presto obsoleti. Usate i vostri processori “maximizer” e “lmiter” e “clipper” a lavorare assieme su cose migliori, come ad esempio una migliore misurazione del volume per gli algoritmi delle prossime generazioni di players.

Le seconde vittime sono quel genere di Mastering Engineers che hanno fatto come punto di forza della propria carriera (ed a volte come unica loro bravura) la capacità di rendere i brani più FORTI. E’ finita! Semplicemente non c’è più senso in quel modo di lavorare. Ora dovete capire come è possibile far suonare i brani MEGLIO! (Il chè non è decisamente facile quanto rendere i brani più forti…).

Il resto dei fonici e degli ascoltatori di musica saluteranno con gioia la fine della Loudness War. Ora possiamo tornare alle nostre sessioni regolari, realizzando musica che suona alla grande senza senza quello schiaffo in faccia alla fine. Adesso i fonici possono focalizzarsi sulla qualità del suono senza dover schiacciare i mix oltre ogni ragione. Ed ora chi fa mastering può concentrarsi sul perfezionare il suono dei mix nel mondo reale senza avere a che fare con limting, clipping, distorsioni ed altri compromessi che facevano parte del gioco. Com’è per la “vecchia scuola”…

Meglio di tutto, adesso l’ascoltatore finale può sentire davvero come l’artista ha concepito il proprio lavoro, con tutto l’impatto e la dinamica e senza quelle distorsioni con le quali abbiamo convissuto nell’ultima decade. Questa è una notizia straordinaria se amate la musica.

C’è un gruppo di persone che sono pronte a vivere una bella esperienza. Sono tutti quei giovani fonici che non hanno ancora acquisito le cattive abitudini dello scorso decennio. Loro inizieranno la propria carriera con una diversa curva di apprendimento. I loro insegnanti nelle scuole di registrazione saranno la prima linea. Che questo sia d’aiuto per aiutare gli studenti a capire che il volume finale non è proprio il motivo per il quale tutti noi siamo qui. E’ per la musica. Ed il lavoro diventa semplicemente più divertente rispetto a prima!

Ci saranno ancora persone che vorranno CD FORTI, e questo va bene. Alcuni generi musicali suonano al meglio se schiacciati al limite. Un buon mastering engineer può rendere forte un CD da un grande mix dinamico. La buona notizia è che egli sarà in grado inoltre di creare un grande e dinamico master per qualsiasi formato che arriverà in futuro. Non c’è più una ragione valida per rovinare un grande mix in favore di un formato che sta morendo.

Ora andate fuori e spargete la voce, dite ai vostri amici di sperimentare con “Sound Check” e “Reply Gain” e dare un’occhiata ai nuovi standard che stanno prendendo forma. Usate questa tecnologia per ascoltare grandi e dinamici mix, ed il nostro universo di suono sarà un posto migliore.

Loudness War, R.I.P. E’ tempo di andare oltre.

 

Greg Reierson – Rare Form Mastering

 

1 Comments:

  1. Angelo V.
    novembre 17, 2016

    …e sarebbe ora di mettere fine a questa stramaledetta “moda”…

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