Mixing with Al Schmitt

Da Frank Sinatra a Diana Krall, da Ray Charles a Chick Corea, passando per i Toto, Quincy Jones, Michael Jackson, Paul McCartney, Madonna, Henry Mancini, Bill Evans, Al Jarreau, Yellowjackets, Miles Davis, Celine Dion…

Potrei andare avanti tutto il giorno per scrivere la discografia di colui che in qualità di recording, mixing engineer e produttore ha fatto la storia della musica pop-jazz di questo pianeta.

Il suo nome è Al Schmitt, e questo è il diario di una settimana passata con lui.

Day 1:

Mattina, osservo arrivare i miei colleghi dalla finestra di camera mia, che guarda direttamente il parco, ci presentiamo, mangiamo assieme e ci rechiamo in studio.

L’organizzatore ci chiede se siamo pronti ad iniziare, quindi esce per cercare Al e portarlo in studio. Invece Al si palesa da solo dalla porta laterale e si siede con noi senza dare nell’occhio, lentmente ci accorgiamo di lui e ci salutiamo con grande emozione.

Al Schmitt ci prega di fargli più domande possibili perchè lui è qui con noi per condividere la sua esperienza e vuole che questa settimana sia il più possibile intensa per tutti.

Timidamente iniziamo a fargli domande suo proprio modo di lavorare, sull’essenza del suo approccio alla registrazione e da subito inizia con delle rivelazioni che io ritengo devastanti circa il tracking ed il mixing.

Parliamo quindi di microfoni, di posizionamento, dei livelli di registrazione, dei nastri magnetici e del fatto che i migliori nastri che esistevano, certi tipi di BASF non li fanno più, e quindi viene meno anche l’utilità di registrare su nastro rispetto ad utilizzare un computer a 96/24…

La faccio breve, sono davvero stordito, in 5 ore ho preso 10 pagine di appunti.  🙂

Day 2:

Continuiamo con la sessione di domande e risposte, compreso l’approccio al musicista ed al brano, il suo modo di lavorare è lo stesso dalla fine degli anni ’50, ed’è la cosa più sorprendente che abbia mai sentito e visto.

Mi rimane davvero difficile realizzare come la sua tecnica così minimale e pura sia registrazione che di mix, porti a dei risultati così magici, con uno stile inconfondibile ed una classe infinita.

E’ ora il consueto momento dello “spolpamento” delle sessioni multitraccia che Al ha portato.

Io personalmente metto le mani sull’88R a lungo su una sessione di Diana Krall “Day In Day Out”. L’emozione è alta ma conservo la concentrazione per acquisire ogni dettaglio di ciò che è stato fatto, come e perchè ed inizio un mio livellamento dei volumi per quel brano.

Altre sessioni su cui che abbiamo lavorato sono state di Steely Dan – Peg, Paul Anka – Smells Like a Teen Spirit, Paul McCartney – Accentuate The Positive Rhythm.

Verso fine pomeriggio abbiamo iniziato il setup delle sale di ripresa per la registrazioni di domani di Raphael Gualazzi.

Day 3:

La band è operativa piuttosto presto, facciamo le ultime operazioni preparatorie alla registrazione, riposizionamento di alcuni microfoni, modifiche alla cassa della batteria, schermatura del pianoforte perchè Gualazzi canterà in diretta suonando.

Poi si inizia, la formazione è composta da DRM, CNB, GTR, PNO e VOX, un bel brano in sapore country-blues. Registriamo alcuni takes e sospendiamo la sessione per riprenderla domani, dedicandoci all’ascolto, discussione e critica consueta dei nostri lavori con Al.

Dopo cena, Francesco, responsabile di Sugar per Gualazzi mi avverte che la band è in studio per effettuare con l’assistente de La Fabrique alcune sovraincisioni su ciò che avevamo registrato qualche ora prima. E così mi ritrovo fino a quasi mezzanotte a dare una mano ai ragazzi…

Day 4:

Freud ha voluto che, stremato dal sonno, mi dimenticassi di mettere la sveglia… Doccia bollente e preparazione alla Fantozzi, con l’unica differenza che non dovevo saltaresul tetto di un autobus per andare al lavoro, bensì scendere solo due piani di scale, menomale, faccio in tempo!!!

Ed in effetti entro in studio per primo, la band è pronta per registrare un secondo brano, provato ieri pomeriggio in un’altra sala de La Fabrique. Va tutto liscio come l’olio, il brano funziona subito, 4 takes, mezzo goccio di editing su Pro Tools e ci siamo.

La signora Caselli arriva in studio e saluta tutti cordialmente, le facciamo ascoltare ciò che abbiamo fatto fin’ora.

Pranzo tutti assieme, Noi, Al con la splendida moglie, la band. Subito dopo il dessert torniamo in studio, c’è da fare il mix del brano…

Al si mette davanti alla console e dopo un’accuratissima preparazione dei livelli e dei VCA, procede con il mix. E’ straordinario vedere e sentire come l’approccio minimalista di Schmitt, unito al modo in cui ha approcciato la registrazione, crei un suono allo stesso tempo naturale ma ampio, presente ed avvolgente.

E di nuovo l’ascolto del nostro materiale, con conseguenti commenti da parte di Al…

Day 5:

Giorno puramente dedicato all’ascolto tecnico e critico dei nostri lavori, la tecnica di mix di Al sulle sessioni che abbiamo registrato noi è devastante, non riesco a trovare un altro termine.

Alla fine del pomeriggio riusciamo ad organizzare il più classico (attuale) degli esperimenti in materia di audio, derivante dalla domanda: “un mix fatto su un banco, suona davvero meglio di uno fatto ITB (In The Box)? Abbiamo quindi settato un mix flat (no EQ o comp o FX, solo livelli ) in Pro Tools, lo stesso mix flat sul Neve 88R e di nuovo il mix ITB che però passava da due canali del banco.

Il risultato? Eheheheheh…  😉

La giornata “standard” termina regolarmente, ma non per me, infatti appena i miei colleghi lasciano la regia per la cena, io rimango per la registrazione di un terzo brano di Gualazzi, fino quasi alle 23.

Davvero giorno lungo ed intenso, ma si va a dormire con grande soddisfazione!!

Day 6:

Gli ultimi ascolti dei nostri lavori in regia, poi del primo pomeriggio chiediamo ad Al di aprire un’altra sessione di Diana Krall e vederlo (ma soprattutto sentirlo) all’opera. Quiet Nights è il brano, e sentire la ripresa naturale ed apertissima degli strumenti, (dicendoci esattamente come è stata fatta), la scrittura magistrale delle parti è un’emozione enorme. Lo stile di quest’uomo non ha rivali…

Arriva l’ultima sera in cui saremo tutti assieme, un cordiale aperitivo in giardino e poi, visto che il tempo primaverile non consente il barbecue, ci concediamo un’uscita a Saint Rémy con relativa pizzata.

Day 7:

L’ultimo giorno di permanenza di queste due, intense settimane a La Fabrique, dopo la solita colazione provenzale con baguette calda, iniziamo un’intensa sessione in studio di domande e risposte con Al, approfondendo ulteriormente tutti i concetti che abbiamo acquisito negli scorsi 6 giorni.

Nel pomeriggio è tempo di tornare, ciò che mi porto a casa è un bagaglio enorme di esperienze, di idee, tecniche e filosofie, sono davvero state due settimane irripetibili. I due Masters, Eddie ed Al, sono persone uniche ed il rapporto umano con loro è stato e sarà pari alla preziosità dei loro insegnamenti…

R_

 

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